Un viaggio nell'ascolto di sè in riflessi di ricerca e di poesia

Il tuo cuore è come una tazza
Se la tua tazza è piccola,
solo un po’ di sale renderà salata la tua acqua.
Se il tuo cuore è piccolo,
solo un
Creata da Poetyca 14 Ago 2008 at 13:07. Aggiornata l'ultima volta da Poetyca 24 Dic 2008.
Un sorriso
A smile
* on line from 24 Aprile 2007*
ContinuaCreata da Poetyca 14 Ago 2008 at 1:07. Aggiornata l'ultima volta da Poetyca 24 Dic 2008.
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La retta parola
Nel Vinaya leggiamo queste istruzioni: «Chiunque
stia per ammonire un altro deve suscitare in sé
cinque qualità prima di aprir bocca, in modo da
poter dire così: "Parlerò a tempo debito, non nel
momento sbagliato. Dirò la verità, non bugie.
Parlerò soavemente, non con severità. Parlerò a
suo vantaggio, non a suo danno. Parlerò con
intento gentile, non con rabbia"».
Parlare rettamente è sopratutto mantenere una costante attenzione
al proprio modo di esprimersi in ogni circostanza,
perchè la parola è manifestazione del proprio essere.
Una delle cose importanti è il non parlare vanamente,
l'essere prudenti e misurati andando a verificare le fonti,
perchè non si trasmetta ad altri qualcosa di non vero,
che propagasse ignoranza (nel senso di falsa conoscenza).
Sopratutto nell'evitare di sovraccaricare gli altri
di troppe parole che non sempre sono utili.
Si deve sviluppare un processo di sintesi
per trasmettere l'essenza e dare spazio agli altri
nella ricerca ed ascolto interiore.
Non è la mente che deve parlare e soppesare
ma il nostro accostarci con amorevolezza
e compassione, in questo modo cade il giudizio
e la rabbia per mantenere sempre posizioni di supremazia.
Essere duali è percorrere la strada della competizione
e non ci sono giudici e gare.
Si apprende molto osservando ad ascoltando,
mentre non si ha nulla da insegnare a nessuno imponendo
delle proprie opinioni. Meglio tenerle per se stessi
o chiedersi se sono davvero valide o frutto
di condizionamenti della nostra mente.
La ricerca interiore è un giardino che ogni essere
coltiva in prima persona, possiamo solo dare sostegno
e non serve essere concitati ed agitarsi con gli altri
per far capire di essere vicini o di sentirsi distanti.
Meglio un fermo silenzio, addolcito da un sorriso
ed un amorevole accoglienza che il farsi trascinare
da un fiume in piena che non placa la mente.
Non giova sapere se si è approvati o disapprovati
da qualcuno, è importante riflettere e capire
se il passo che compiamo è costruttivo
o arreca danno ad altri esseri, in questo
possiamo essere capaci da soli.
Si è davvero vicino ad una persona restando in silenzio,
per permetterle di leggersi nel profondo,
ed aspettando che quello che noi avevavo compreso,
finalmente trovi chiarezza nell'altro attraverso
la retta visione ed il suo retto sforzo.
Possiamo suggerire con dolcezza, mai sovrapporci
o sostituirci agli altri.
Questo è nella mia esperienza e nel mio
modo di porgere la mia presenza in tanti anni.
Nel nostro rapporto con gli altri
non abbiamo merito alcuno, siamo solo testimoni
del loro sforzo per migliorare.
Ma sopratutto non dobbiamo distrarci
dal lavoro che serve per migliorare noi stessi.
Un sorriso
Daniela
Vinaya è un termine sanscrito e pāli che significa disciplina e nel Buddhismo indica la raccolta scritturale delle norme di condotte seguite dai monaci (bhiksu, sanscr., bhikkhu, pāli) e dalle monache (bhiksuni, sanscr., bhikkhuni, pāli).
Il vinaya è una delle due categorie degli antichi insegnamenti del Buddha Shakyamuni (o Buddhadharma) insieme al 'Dharma' (ovvero dottrina). Un altro termine per indicare il Buddhismo è infatti Dharmavinaya.
Attualmente disponiamo di sette vinaya delle antiche scuole (Buddhismo dei Nikaya).
Il vinaya Theravada, di probabile origine Sthaviravada Vibhajyavada, è conservato nel Canone pāli ed è suddiviso in tre parti:
Suttavibhanga, le regole di condotta fondamentali dei monaci e delle monache (patimokkha) con le storie all'origine di ciascuna regola;
Khandhaka, a sua volta suddiviso in:
Mahavagga, altre regole di condotta e di etichetta per il sangha insieme ad altri discorsi e insegnamenti del Buddha;
Cullavagga, elaborazioni sull'etichetta e le norme dei monaci e delle monache e la trattazione di come vadano affrontati i casi di infrazione delle regole monastiche;
Parivara, una ricapitolazione delle sezioni precedenti riportante in sunto le regole classificate in vari modi a scopo didattico.

La pratica del Nobile Ottuplice Sentiero
Julius Evola scrisse nel 1943 La Dottrina del Risveglio per corroborare la tenacia dei combattenti con la purezza dell’ascesi. In anni più recenti Sandro Consolato ha rievocato quel progetto ideale nel libro Julius Evola e il Buddhismo, riproponendo i valori etici del Buddhismo come la solida base per una rinnovata spiritualità europea. Ormai da due secoli il principe-asceta Siddharta è tornato a irraggiare il suo influsso spirituale sull’Europa: è un influsso solo apparentemente esotico, dal momento che Gautama Shakiamuni, erede di una famiglia feudale del Settentrione, appartiene allo stesso ecumene di civiltà che si estende dal Bengala fino ai confini occidentali delle nazioni germaniche. Questa familiarità spiega le notevoli somiglianze tra le tavole dei valori buddhisti e gli orientamenti dello stoicismo o di altre scuole etico-filosofiche della nostra età classica (1).
Filippani-Ronconi indica in Buddha e in Zarathustra i due massimi esponenti dello spirito iperboreo: “Buddha perché insegna a liberare la mente, Zarathustra perché insegna ad amare la terra”. La conciliazione dei due aspetti (la superiorità rispetto ad ogni contingenza materiale, l’amore per la vita terrena) si impone oggi come un elemento-chiave per la rifondazione della civiltà europea. Infatti, l’Homo Europaeus non concepisce la vita terrena come una illusione, e non aspira a liberarsi da essa. Al contrario concepisce la terra come un campo di battaglia, ed aspira ad incarnarsi su di essa tante volte quante è necessario il proprio apporto di “guerriero”. Per tale motivo sono interessanti quegli sviluppi speculativi del Buddhismo che accennano alla “rinuncia alla liberazione” (al superamento dell’ansia di fuggire dal mondo del divenire) ovvero alla “identità tra nirvana e samsara”: in base a questa ultima dottrina è possibile raggiungere una realizzazione spirituale pur rimanendo integrati nel mondo, pur essendo attivi nel mondo. Tali idee metafisiche rendono il Buddhismo, che nasce come tipica espressione del mondo orientale, perfettamente compatibile con la spiritualità europea e assai valido come contrappeso a taluni eccessi che l’uomo occidentale – “faustiano” e gaudente per natura – porta insiti nella sua personalità.
Rudolf Steiner propose l’esercizio energico delle Otto Rettitudini come lo strumento operativo efficace per illuminare e mettere in movimento il Vishudda-Chakra, la Ruota a 16 raggi (raffigurata anche come un Fiore di Loto a 16 petali) posta al centro della laringe. Il Nobile Sentiero, esposto in maniera comprensibile a un tipo umano attivo più che contemplativo, “urbano” e niente affatto eremitico, viene così valorizzato come un classico esempio di “etica magica”. Il perfezionamento morale (alieno da qualsiasi timore per l’aldilà, da ogni sottomissione a divinità “amorevoli” o “irascibili”, da preoccupazioni socialdemocratiche) diventa la premessa per attuare un potenziamento vitale della personalità: un potenziamento che è consentito, anzi sollecitato, dalla stessa fisiologia occulta dell’uomo.
AP.
§. §. §.
Il centro della laringe è come una ruota a 16 raggi o un fiore a 16 petali.
8 petali già si illuminano e irraggiano, per un dono degli Dei dato alla nascita. Gli altri devono essere coltivati con l’esercizio affinché il centro della laringe possa illuminarsi e ruotare, suscitando così la forza di un pensiero penetrante, la conoscenza delle leggi profonde che reggono il mondo.
A ogni petalo corrisponde una capacità, bisogna pertanto curare otto processi dell’anima per attivare il centro occulto della laringe.
Retta rappresentazione: presta attenzione ai tuoi pensieri, alle rappresentazioni che appaiono sullo specchio della mente. Impara a distinguere poco a poco i pensieri pieni di significato e di verità, dai pensieri vani, irrazionali, frutto di illogiche associazioni. Anche ascoltando i discorsi delle altre persone, non disporti alla critica e alla contraddizione, ma cerca con una certa benevolenza ciò che nelle loro parole ha il valore di verità, sia pur inconsapevole. Ovviamente, la benevolenza non diventi adulazione o indulgenza nei confronti della stupidità. Bisogna guardare con attenzione ciò che ci accade intorno, e da tutto ciò che si osserva si deve trarre un messaggio, un insegnamento concreto. Si abbandonino per sempre le fedi, le fantasticherie, i flussi di associazioni incontrollate: la vita dei pensieri nella mente deve essere lo specchio fedele delle forme e delle forze che compongono il grande ordine cosmico.
Retta decisione: abituati a prendere decisioni dopo una attenta riflessione. Non fare come gli oziosi che agiscono solo quando una necessità esteriore li sferza, ma neppure come gli intellettuali che fanno programmi astratti di lunga durata, che mai si realizzano. Tu fissa l’ordine delle cose che intendi realizzare nell’immediato futuro di un giorno, due giorni. Con calma, prendi decisioni equilibrate, lontane da ogni eccesso e da ogni irrazionalità, in tal modo svilupperai la forza di decisione che contraddistingue l’uomo libero.
Retta parola: nel parlare l’interiorità dell’uomo si rivela, perciò il parlare sia sempre sobrio ed urbano, chiaro ed incoraggiante. Non usare troppe parole, né troppo poche; non ubriacarti con le parole come fanno i profeti e non parlare come un torrente in piena. Nel contatto con gli altri uomini esércitati di continuo ad esprimere discorsi gentili, ricchi di idee chiare e distinte, carichi di forza costruttiva. Nel linguaggio tutte le sfumature dell’anima si manifestano, per questo c’è un tempo per scherzare, un tempo per essere seri, un tempo per essere indulgenti e un tempo per parlare con fermezza. Ma prima di parlare ascolta e quando apri bocca ogni tua singola frase abbia un significato comprensibile a tutti.
Retta azione: ciò che è stato deciso deve essere compiuto. Realizzare tutti i punti della propria lista di impegni: questa è la retta azione. Ma la volontà è figlia del pensiero: perciò le azioni devono essere precedute da una attenta riflessione, evitando ogni eccesso, cercando l’armonia con l’ambiente che ci circonda, considerando tutti gli effetti che derivano. La legge del Destino è inflessibile: ogni azione lascia una traccia nel mondo, come un’eco che risuona. Passa un anno, passa una vita, e tu ritroverai l’effetto dell’atto che hai compiuto. Perciò agisci con rettitudine, con nobili intenti, riempi tutta la vita di realizzazioni onorevoli. Particolare importanza hanno quelle azioni che la vita di tutti i giorni richiede: quanto più esse sono noiose e all’apparenza umili, tanto più sono utili nel cammino spirituale. Nessuno deve trascurare gli impegni quotidiani della casa, della famiglia, del lavoro: gli Dei si onorano anche spazzando una strada e innaffiando un fiore.
Retto sistema di vita: cerca un equilibrio tra i doveri e le inclinazioni naturali perché una volta compiuto il proprio dovere, bisogna pur concedere qualcosa a sé stessi: questo è il retto sistema di vita, via di mezzo tra le aspirazioni dello spirito e le esigenze dell’anima, del corpo. Bisogna tenersi lontani dai pazzi che mortificano il corpo così come dalle persone volgari che inseguono la felicità materiale. La via di mezzo è il giusto sentiero: impégnati con volontà inflessibile a migliorare te stesso e a compiere i tuoi doveri, poi concediti un giusto ristoro per avere la forza di ricominciare.
Retta aspirazione: ogni uomo ha la sua meta ideale e gli Dei concedono la più grande felicità a coloro che concepiscono le mete più alte per la loro azione. Qual è il mio dovere? Qual è la mia missione di vita? Ognuno deve porsi queste domande, se non vuole che l’esistenza ricevuta in dono scivoli tra le dita come sabbia sottile. Ma gli ideali devono essere sempre concreti: il soldato che cattura il ladro e blocca l’invasore, la donna che governa la casa sono più cari agli Dei del prete che predica sugli altari.
Retta memoria: bisogna imparare quanto più è possibile dalla vita, osservare con attenzione il proprio agire e l’agire altrui per aumentare l’ esperienza di vita. Hai commesso qualcosa di sbagliato? Comprendi l’errore e non sbagliare di più. Hai fatto qualcosa di buono? Si può fare ancora di più. Guarda la tua giornata, guarda gli anni che ti sei buttati alle spalle e capirai che la vita ha un senso, un disegno preciso che deve essere portato a termine.
Retta contemplazione: infine arriva il momento in cui bisogna dimenticare ogni problema della vita individuale per dedicarsi a ciò che è universale e divino, ciò che si cela tra le stelle, ciò che agisce nella storia dell’uomo, ai misteri della vita e della morte: medita con chiarezza su questi argomenti, come la scienza dello spirito insegna, dimenticando per un attimo tutto il resto, prima di ritornare all’azione quotidiana. È importante che la meditazione non somigli a una “fede”, ma sia sempre illuminata da ciò che la nostra ragione, la nostra esperienza concreta chiaramente ci mostrano.
Queste otto rettitudini, che il principe Siddharta per primo insegnò, rappresentano il modo di essere dell’uomo nobile. La loro energica esecuzione produce un effetto immediato sull’organismo spirituale: il centro posto nella Laringe, il fiore a 16 petali, si illumina, comincia a ruotare e a irraggiare.
Allora le capacità intellettive si potenziano: si comincia a intuire con rapida intelligenza ciò che sta per accadere, ciò che la vita richiede da noi. Anche lo scienziato dovrebbe seguire il nobile ottuplice sentiero per affinare il suo metodo di studio e comprendere a fondo le leggi che reggono i fenomeni della natura.
Si raccomanda al principio di coltivare un solo processo per volta, per otto o quattordici giorni, poi prendere un secondo processo e concentrarsi su di esso per lo stesso periodo di tempo.
Dopo aver praticato distintamente le otto rettitudini ci si può proporre un esercizio che le distribuisce sui sette giorni della settimana:
il giorno di Saturno: retto pensiero.
Il giorno del Sole: retta decisione.
Il Lunedì: retta parola.
Il Martedì: retta azione.
Il Mercoledì: retto sistema di vita.
Il Giovedì: retta aspirazione.
Il Venerdì: retta memoria.
Il giorno di Saturno: retta contemplazione.
Richiamando ogni giorno per qualche minuto le virtù del Sentiero si imprime nell’anima un’energia che aumenta ad ogni giro di ruota: la settimana diventa come una scala musicale, che risuona di sette suoni diversi, o come un arcobaleno che luccica di sette colori. I sedici petali del Fiore della laringe si illuminano e cominciano a ruotare.
1. Cfr. Stefano Arcella, I misteri del Sole, Ed. Controcorrente, Napoli, 2002, p. 93 e ss.

Cos'è il Buddhismo
Il Buddhismo si basa sugli insegnamenti del Buddha. Questi insegnamenti furono trasmessi dapprima oralmente e messi per iscritto 400 anni dopo la sua morte. La prima stesura fu fatta in lingua pali nel primo secolo avanti Cristo. Anche i discorsi dottrinali del Buddha cui si ispirano tibetani cinesi e giapponesi sono stati scritti centinaia di anni (300-700) dopo la morte del Buddha.
Saranno state testimonianze fedeli? Possiamo comunque dividere il messaggio del Buddha in due fasi:
- Insegnamenti orali originari
- Trascrizioni – interpretazioni e aggiunte
Di tradizione induista, il Buddha ha mantenuto le credenze di base della sua terra: quindi non ha inventato niente ma ha interpretato in modo originale le “upanishad”, testi della scuola vedica che venivano usati dai sacerdoti indiani centinaia di anni prima della sua nascita.
Egli si assunse il compito di divulgare le conoscenze spirituali che i bramini tenevano segrete per ragioni di potere. Nel Buddhismo infatti l’autorità è sempre messa in dubbio. “Non fidatevi di ciò che è detto né di ciò che è scritto. Accettate gli insegnamenti che nella pratica si dimostrano utili per voi”.
Il Buddhismo è una scuola di filosofia morale ed una religione. Il messaggio del Buddha è un insegnamento su come vivere armoniosamente la vita. Potremo dire che non c’è stacco tra la pratica buddista e la vita quotidiana.
Il Buddha non intende rivelarci “perché” siamo al mondo ma ci dice “come” dobbiamo viverci. Ovvero eliminando l’ego che genera confusione ed esaminando con obiettività i fenomeni.
Quindi l’atteggiamento buddhista nei confronti delle cose non è legato ad un distacco nichilista ma è improntato a una positiva consapevolezza. Il buddismo non è la verità ma presenta una forma di verità relativa che ciascun praticante comprende in funzione della propria maturità spirituale.
Chi pratica il Buddhismo non è che sia esente dalle sensazioni piacevoli o spiacevoli ma non è dominato dal desiderio e non viene toccato dalle esperienze.
Il Buddha storico
Nasce nel 563 a.C.
Si sposa a 16 anni.
Lascia la casa a 29 anni per iniziare la ricerca.
Si illumina a 35 anni, notte di luna piena di maggio.
Muore nel 483 a 80 anni.
Non è un profeta.
Non è figlio di Dio.
È un uomo che fa una propria ricerca e poi fonda un ordine religioso al quale ammette le donne, cosa eccezionale per l’epoca e il luogo, l’India antica, in cui il ruolo femminile era poco considerato.
Le scuole
Dopo la morte del Buddha si tenne un concilio in cui furono puntualizzati i contenuti dei canoni:
Disciplina monastica
Sermoni
Metafisica – psicologia – filosofia
Cento anni dopo si tenne un altro concilio in cui i monaci si divisero in due correnti:
La prima sostiene che il risveglio si ottiene con una stretta osservanza delle regole
La seconda afferma che l’uomo ha già dentro di sé la buddhità e basta farla emergere
Duecentocinquanta anni dopo il buddismo diventa religione ufficiale dell’India per opera dell’imperatore Asoka, ma quando l’imperatore Asoka nuore aumentano le divergenze tra le correnti e si formano due scuole: Hinayana e Mahayana
Hinayana: segue gli insegnamenti del Buddha così come lui li ha trasmessi. Ha un aspetto razionale ed autoritario. Si pone come custode del verbo. Il praticante lavora per la liberazione individuale.
Mahayana: si dice sia la dottrina segreta rivelata dal Buddha agli allievi migliori. Ha un contenuto filosofico e metafisico. Lascia spazio al misticismo. Il praticante lavora per illuminare e liberare gli altri dalla sofferenza.
I bramini si riprendono i loro spazi poco a poco.
Nel 700 d.C. il buddismo tramonta in India e si diffonde in Tibet, Cina e Giappone.
Ch’an: raccoglimento meditativo (Dhyani) zen.
Ci sono quattro scuole importanti, divise in sotto-scuole:
Buddhismo meridionale Hinayana (Shri Lanka , Birmania, Cambogia, Thailandia)
Buddhismo settentrionale Mahayana tibetano: (Tibet, Nepal, Sikkim, Butan, Ladakh, Mongolia)
Buddhismo settentrionale Mahayana Ch’an (Cina)
Buddhismo settentrionale Mahayana Zen (Giappone)
Sul piano concettuale
Buddha vuol dire risvegliato, ovvero colui che ha ottenuto la saggezza (Bodhi) attraverso l’intuizione.
Ci sono numerosi Buddha che compaiono nella storia dell’umanità:
6 sono già venuti
1 Buddha Shakiamuni
1 Buddha futuro Maitreya
13 i Buddha ulteriori
Tutti questi Buddha hanno in comune una vita leggendaria basata su un percorso comune:
nascita miracolosa – vita in famiglia – abbandono del mondo - illuminazione – insegnamenti.
Il buddha è un principio assoluto che si manifesta nel mondo fenomenico e rappresenta la possibilità di illuminarsi di tutti gli uomini.
Il principio buddhico si manifesta in tre modi e in diversi aspetti:
Dharmakaya: coscienza cosmica – pura luce – unità con il tutto priva di dualità
Sambhogakaya: creazione spirituale materia sottile con forma eterica che vedono solo i realizzati – corpo di delizia (estasi)
Nirmanakaya: corpo di trasformazione – incarnazione
Secondo la tradizione Hinayana il Buddha si manifesta una sola volta per ogni epoca.
Secondo la tradizione Mahayana ci sono infiniti Buddha e Bodhisattva in ogni tempo
Le parole del Buddhismo
Dharma
Karma
Rinascita
Le 4 Nobili Realtà
La sofferenza: esiste
La sua origine: il desiderio egoistico
La possibilità che cessi: eliminando l’io separatore
La via che conduce alla cessazione: una via di educazione spirituale basata su una esistenza virtuosa condotta con equidistanza dagli eccessi estremi
Ottuplice sentiero o sentiero di mezzo
È la quarta nobile realtà.
Per il suo tramite si può giungere alla cessazione della sofferenza attraverso una vita che si basa su un corretto comportamento che sta in mezzo e non tocca gli eccessi del piacere o dell’ascetismo.
Otto categorie da sviluppare simultaneamente:
retta comprensione: vedere le cose nella loro vera natura, senza etichette (saggezza)
retto pensiero: distacco, pensieri di non violenza e amore (saggezza)
retta parola: no bugie, maldicenza, odio , inimicizia, offesa, pettegolezzo vano (moralità)
retta azione: rispetto dei cinque precetti (moralità)
retta condotta di vita: sostentamento con mezzi legittimi (moralità)
retto sforzo: educazione della mente a prevenire stati mentali cattivi e coltivare i buoni (disciplina mentale)
retta consapevolezza: vigili sulle attività del corpo, delle sensazioni, emozioni, delle concezioni (disciplina mentale)
retta concentrazione: non ci si lascia illudere, piena attenzione, meditazione e respiro (disciplina mentale)
Moralità e disciplina mentale portano alla saggezza.
Un sentiero che conduce alla eliminazione della sofferenza mediante l’eliminazione dei desideri egoistici.
Cessa di pensare male
Cessa di parlare male
Cessa di agire male
Impara a pensare bene, parlare bene, agire bene
Due pilastri della pratica Buddhista
Saggezza: la legge del Dharma
Compassione:la legge dell’amore che è espresso dalla legge del Dharma (dove amore vuol dire “desiderare che tutti siano felici” e compassione vuol dire “fare di tutto perché gli altri siano felici”).
Non c’è una causa prima: gli universi fisici e mentali sono un continuo divenire che genera mondi apparenti ai quali noi ci leghiamo spinti da desiderio, odio, illusione o confusione generata da un io separato dal tutto.
Causa ed effetto sono tutt’uno e noi li vediamo separati perché pensiamo in termini di passato, presente e futuro.
La positività generata si estende al mondo e ricade su chi l’ha prodotta in un continuo scambio.
Tutto ciò che siamo è risultato di ciò che abbiamo pensato, detto, fatto. Tutto ciò che saremo è il risultato di ciò che pensiamo, diciamo, facciamo ORA!
Ogni minuto noi costruiamo il nostro futuro. Non perdiamoci in vane elucubrazioni, agiamo positivamente qui ed ora.
Per meglio illustrare questo concetto il Buddha faceva l’esempio di un guerriero colpito da una freccia.
Egli estrae a freccia che lo ha ferito e genera dolore, non perde tempo a chiedersi da dove viene, chi l’ha tirata, com’è fatta, di che tribù porta i colori: parimenti noi, di fronte al nostro dolore dobbiamo comprendere che ORA è il momento dell’azione per eliminare la sofferenza.
Le circostanze sono esperienze. Lo spirito con cui le affrontiamo le trasforma in occasioni di gioia o di sofferenza: tutto ciò che siamo è il prodotto dei nostri pensieri.
Vuoto
Tutte le cose sono interdipendenti e soggette a mutamento: non hanno forma eterna e se le smembriamo non troviamo un contenuto finale.
Quindi sono prive di una esistenza intrinseca. Ogni cosa che nasce contiene in sé la necessità della dissoluzione – deperire – morire.
Il vuoto è pieno di forme e di suoni. Le parole non esistono di per sé ma sono create dall’uomo per esprimersi e convenzionalmente intendere l’infinito.
Non c’è nulla di permanente nell’uomo, nulla di immortale. Tutto cambia.
Chi percorre allora il sentiero dell’illuminazione? Una coscienza soggetta a dolore e mutamenti quindi transitoria e priva di immortalità.
Cosa rinasce? Una coscienza in continua evoluzione che segue la legge del karma.
Questa coscienza arriverà un giorno ad un tale stadio di purezza - maturazione che non sarà più spinta a rinascere ma si dissolverà nella luce.
Tutti gli esseri raggiungeranno prima o poi l’illuminazione.
Il ciclo delle rinascite
Il viaggio come metafora della vita.
L’oceano come metafora della sofferenza.
Entrare nella corrente vuol dire andare nella direzione giusta.
Stiamo acquisendo o riscoprendo in noi le qualità di Buddha.
Questa è l’essenza della vita. Qui nella nostra mente sono il paradiso e l’inferno.
Esiste un dio creatore? Buddha non ne parlò.
La meta finale, il punto d’arrivo come il punto di partenza sono inconoscibili per la mente umana e sarebbe assurdo pretendere di saperli da una religione senza dogmi.
http://www.centromandala.org/page/buddhismo/cose.shtml



La poesia non è un modo di esprimere un'opinione. E' un canto che sale da una ferita sanguinante o da labbra sorridenti. Kahlil Gibran
Poetry
is not a way to express an opinion.
It 'a song
that rises from a bleeding wound
or lips smiling.
Kahlil Gibran


Ci sei anche tu
Ci sei anche tu
tra miliardi di stelle
che portano la luce di un attimo
rapito dall'oblio
tra sogni interrotti
e gettati nel fuoco
da una vita cruda
che brucia i desideri
Ci sei anche tu a levar la voce
per chi resta muto
per te stesso
e per chi vorrebbe ancora credere
ad una bugia o è in ricerca di realtà
da colorare o da spogliare
per essere pronti a vivere
oltre la Storia che imprigiona
senza dover poi raccogliere
colpe o condanne
04.07.2004 Poetyca




Aggiunto da Poetyca
The Happiness is hidden, you Warrior ! Behind the hindrace one has to peek,
the most precious thing the shield is protecting.
I see Warriors !
The Sword is not the most valuable,
but the ability to make the Sword,
in the morning, being hammered from
Post aggiunto da ~AN*IE*MOH~ il 9 Luglio 2009 alle 1:03

Post aggiunto da natyan gayatri il 3 Luglio 2009 alle 11:22 — 1 Commento

Post aggiunto da Poetyca il 29 Giugno 2009 alle 21:16 — 2 Commenti

Post aggiunto da karma51 il 29 Giugno 2009 alle 20:41 — 1 Commento

Post aggiunto da natyan gayatri il 29 Giugno 2009 alle 10:06

Post aggiunto da natyan gayatri il 15 Giugno 2009 alle 18:25

Post aggiunto da Mariangela il 15 Giugno 2009 alle 15:10
Post aggiunto da ~AN*IE*MOH~ il 1 Giugno 2009 alle 14:00
Post aggiunto da ~AN*IE*MOH~ il 1 Giugno 2009 alle 13:08
Post aggiunto da Sukadev Bretz il 24 Aprile 2009 alle 11:00
- Treated for what he is, a man becomes worse, but if he is treated for what he should be, he becomes what should be. Goethe Trattato per quello che egli è, un uomo diventa peggiore, ma s...
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Colgo Un fiore Tra le mie labbra E con lo sguardo Rivolto al cielo Chiudo gli occhi E lo mando a te… Ne respiri Il profumo E senti Che io sono con te Ovunque sei… Sei nel mio cuore E stretto Ti...
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Vorrei stringerti Fra le mie braccia Per riempirti Un po’ di me… Vorrei guardarti Negli occhi E farti leggere Le parole Che per te Riempiono Il mio cuore… Vorrei Semplicemente Poterti avere Qu...
Iniziata da Sara in Sample Title. Ultima risposta di Poetyca 1 Dic 2008.
La soluzione dei problemi mondiali è possibile e urgente Il potere ai Volontari (prima parte) Si ridistribuirà il potere a tutti gli uomini sotto forma di libertà attraverso l'intrecciarsi de...
Taggata: volontari, israele, protestanti, autogestione, potere
Iniziata da Mario Ragagnin in Uncategorized 29 Nov 2008.
Che animo inquieto è questo! Sempre pronto a volare via, al di là dell'orizzonte... dove tutto può esistere, ed ogni cosa può accadere. Ad ogni volo ritorna più pacato ma mai domo abbastanza da res...
Iniziata da Ros in Sample Title. Ultima risposta di Poetyca 6 Set 2008.
ontologia della poiesis di g.p. di monderose maggia che cos'è che dà magia al giorno? che cos'è che dà magia al tempo? che cos'è che dà magia ai sogni? che cos'è che dà magia all'universo? che cos'...
Taggata: poiesis
Iniziata da gpdimonderose in Sample Title. Ultima risposta di Poetyca 17 Ago 2008.
Il nome che hai dato alle stagioni della tua vita di adesso non mutano se il tuo cuore non lo desidera, sono nella tua memoria, nel tuo vivere il presente e nel tuo futuro finchè lo vorrai. Ma se i...
Iniziata da Ros in Sample Title. Ultima risposta di Poetyca 16 Ago 2008.
IL CAFFE DELL’EREMITA Ho fatto un lungo viaggio, nel tempo e nello spazio, per essere qui e adesso di fronte al maestro. Mescolo lo zucchero nella tazza, l’aroma del caffè offertomi giunge alle n...
Iniziata da Piero in Uncategorized. Ultima risposta di Poetyca 14 Ago 2008.




There is no Love without Peace,
starts from yourself to spread around the world
because those who sow Love is making track of path
for the other that will learn to Love.
Poetyca

There is only one Happyness in life...
Love and be Loved
C'è una sola Felicità nella vita Amare ed essere Amati



"The most precious gift we can offer others is our presence. When mindfulness embraces those we love, they bloom like flowers."
- Thich Nhat Hanh
"Il dono più prezioso che possiamo offrire gli altri è la nostra presenza. Quando la consapevolezza abbraccia coloro che amiamo, essi fioriscono come fiori".
- Thich Nhat Hanh


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Peace is a seed, we can water it to us in our heart, we can give it with love. Both for you peace that embraces the whole world Daniela

The lotus flower, the most perfect in nature, because it contains the fruits inside the corolla, blossoms from the mud,sinks its roots in water and can compare this to our perfect bloom after bloom, introspective with research, we came to the roots to fruition our treasure. The friendship, the real one, not against hypocrisy and rivalry is the nourishment to flourish themselves, a helping hand to accompany the journey.
Daniela Poetyca

Il fiore di loto, il più perfetto in natura , perché contiene già i frutti all'interno della corolla, sboccia dal fango, la sua radice affonda nell'acqua e possiamo paragonare questa perfetta fioritura al nostro fiorire dopo che, con la ricerca introspettiva, siamo giunti alle radici per far fruttificare il nostro tesoro. L'amicizia, quella vera, senza sotterranee ipocrisie e rivalità è il nutrimento per far fiorire se stessi,una mano tesa che accompagni sul cammino.
Daniela Poetyca


Love is the capacity to take care, to protect, to nourish. If you are not capable of generating that kind of energy toward yourself – if you are not capable of taking care of yourself, of nourishing yourself, of protecting yourself – it is very difficult to take care of another person.
Zen Master Thich Nhat Hanh
L'amore è la capacità di prendersi cura, al fine di proteggere, nutrire. Se non siete in grado di generare questo tipo di energia verso voi stessi - se non siete in grado di prendervi cura di voi stessi, di nutrire voi stessi, di proteggere voi stessi - è molto difficile prendersi cura di un'altra persona.
Zen Master Thich Nhat Hanh
Benvenuto in
poesia e vita poetry and life
Oggi non vi sono compleanni

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Viaggio dentro di noi.
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Pace e fratellanza
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Poesia in omaggio alle donne
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Solidali accanto al popolo birmano e al popolo tibetano.
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Ascolto oltre le parole dette ed ancora da dire.
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Aspettative
Ogni ombra trova vita
dalla luce celata;
ogni attimo di luce
spezza ombre e conduce
a quel senso che cerchiamo:
Oltre le apparenze,
oltre i segni esteriori
per essere, semplicemente
quel che siamo, che sappia
annullare catene
di millenari condizionamenti,
aspettative legate
a quel che vogliono farci credere.
16.01.2006 Poetyca
Punti di stelle
trapuntano il cielo
e regalano speranza
a chi al buio s'era perduto.
Un ricordo
da lasciare nel cassetto,
una nuova promessa nascente
come la luna testimone
che sorride ora
ed illumina questa notte.
Carezze leggere
ci fanno abbandonare
tutte le paure
per essere ora
con un passo
sul nuovo percorso
che soffia in cuore.
09.08.2008 Poetyca
La mente a volte gioca brutti scherzi, tra apparire ed essere,
ad esempio è palese che essa metta in atto un attaccamento, sprofonda le radici in qualcosa da cui non si stacca e non sa progredire: credere di essere arrivati ad una meta, di indossare delle vesti scintillanti per farsi riconoscere da chi sia distratto, è cospargere di profumo uno stagno dove l'acqua che non scorre non sa portare vita. Ma non è l'abito a dare onore alla persona, questo forse potrebbe confondere il non saggio, quello che davvero possa manifestarne il contenuto e ne semini le virtù è il serio lavoro interiore, la costanza e l'onesta verso di sè e verso gli altri. Nel silenzio senza invadenza, nell' evitare di palesare un valore fittizio, nella condivisione amorevole e nel rispetto degli altri è scritta la realtà interiore di una persona, non nelle vesti che indossa. E' del corvo colorarsi con le piume del pavone.
09.08.2007 Poetyca
In questa silenziosa notte
tra puntini lontani
e palpiti di vita
dove la nebbia si dirada
Un frammento di stella
un sorriso che illumina
una carezza leggera
e trovi la presenza
Un attimo da respirare
per essere manifestazione
in attesa di voce interna
che indica l'infinito
Onda lieve che sfiora
tra mille disegni immoti
in avvolgente palpito
dove tutto è ora
Amore che riluce
tra luna e stelle
tra sole e nuvola
nel piccolo vortice
Su ali di vita
nell'interscambio del respiro
tutto è percorso
per ritrovare il sentiero
17.08.2007 Poetyca
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